Impresasicilia.it - intestazione

 TV TG LIVE |

 TV CLASS |

  TV IMPRESA LIVE|

 GR NAZIONALE |

  TV DEE JAY |

  MAPPE |

  METEO |

 SOCIAL VIDEO |

 FILM VIDEO 2007 |

JUNIOR |

 IN CUCINA |

  PHOTOGALLERY |

  VIDEOGALLERY |

VIDEO & INFORMAZIONE |

ENERGIA & AMBIENTE |

MODA |

 REGISTRA IL TUO SITO | MAILING LIST | WEBMAIL  | HOME |

REDAZIONE |

Sx
05/04/2008 06.00.37
Se bevi non guidare
E attento al vino tarocco

L'etichetta con l'avvertenza:Saranno 450mila le bottiglie di Montepulciano, Cerasuolo e Pecorino che porteranno sull’etichetta la scritta “Se bevi non guidare”. L’iniziativa è stata presentata in anteprima da Coldiretti in occasione del Vinitaly di Verona.

Per ora lo slogan sarà apposto sulle bottiglie dell’azienda agricola abruzzese di Domenico Pasetti in seguito all’accordo con il Servizio pubblico per le dipendenze (Sert). Un’iniziativa “autonoma e volontaria” a tutela del consumatore, ha spiegato Pasetti. E durante la presentazione dell’iniziativa, che tutti si augurano possa essere estesa in maniera più incisiva a tutte le etichette nazionali si è anche parlato della frode delle etichette.

Un inquietante dossier“Il lato oscuro delle etichette” è stato presentato da Coldiretti che lancia l’allarme sulle nuove etichette ingannevoli autorizzate con la riforma europea per i vini da tavola che creano confusione tra le zone di coltivazione delle uve e quelle della loro lavorazione, sfruttando la notorietà del vitigno. Nel corso dell’incontro sono state mostrate bottiglie che contengono falsificazioni ed inganni come il Chianti prodotto negli Usa e il Tuscuny moon imbottigliato sotto il sole della California.

Le nuove norme sull’etichettatura in arrivo con la riforma dell’organizzazione comunitaria del settore vitivinicolo recentemente approvata sancisce il via libera all’arrivo sul mercato di vini da tavola prodotti in qualsiasi parte dell’Unione Europea che possono però riportare con grande evidenza in etichetta termini come Vernaccia, Prosecco, Aglianico, Sagrantino e Montepulciano, creando confusione con le prestigiose denominazioni di origine nazionali.

L’obiettivo di dare trasparenza a scelte consapevoli di acquisto nella normativa comunitaria risulta quindi contraddetto da quanto viene previsto in materia di indicazioni consentite per i vini da tavola nei quali si riconosce al produttore la possibilità di indicare, congiuntamente alla vendemmia (e, cioè, all’annata di produzione) il nome del vitigno, senza alcun collegamento con la specifica zona geografica di origine.

In questo modo - denuncia la Coldiretti - attraverso un’abile costruzione di simboli grafici e letterali, previsti nell’etichetta, e l’uso di marchi celebri, è facile che aumenti il rischio di confusione tra le zone di coltivazione delle uve e quelle della loro lavorazione, sfruttando proprio la notorietà del vitigno. Una situazione che può riguardare i vitigni più conosciuti, come la Vernaccia , rinomato vino che si associa ad alcuni comuni storici della Toscana, come San Gimignano; il Prosecco, vitigno diffuso nelle colline di Conegliano e Valdobbiadene; il Sagrantino, facilmente associato al cuore dell’Umbria, nelle colline di Montefalco. Ma sono ancora molti altri i vitigni che sarebbe possibile citare, come il Montepulciano d’Abruzzo e l’Aglianico.

05/04/2008 05.00.56
Penna riciclata, ma non ancora del tutto ecologica

BeGreen la penna di plastica riciclata

“Beegreen - positive with the planet” e’ lo slogan sul folder di presentazione della penna in plastica riciclata della Pilot che ho tra le mani. A produrla e’ una azienda giapponese con vari stabilimenti certificati ISO 14001 di cui quattro in Giappone ed uno in Francia. Peccato che facendo qualche domanda vengo a sapere che le penne riciclate sono prodotte solo in Giappone e che lo stabilimento francese produce altro materiale di cancelleria. Le penne si fanno quindi il giro del mondo, generalmente via mare e in casi di urgenza anche via cielo.

“Tutti i prodotti Begreen sono composti da più del 65% di materiale riciclato. Tutte le penne a sfera sono ricaricabili.” Qui trovo buone notizie, mi dicono che la Pilot sta pensando di dismettere la produzione non riciclata e di produrre solo penne ecologiche. Ci vorranno 5-10 anni, ma la tendenza pare sia forte. Al momento produrre una penna riciclata costa più che partire da plastica vergine e l’azienda ha deciso di vendere gli oggetti allo stesso prezzo, guadagnandoci di meno. Il piano aziendale prevede di ottenere economie di scala proprio cambiando in massa la produzione e, ovviamente, pensa di piacere ad un target sempre più sensibile all’impatto ambientale degli oggetti che acquista.

Oltre alle penne, la linea begreen comprende mine e portamine, gomme, evidenziatori e gli espositori di cartone per vendere quanto sopra. Nel catalogo si dice che percentuale di materiale riciclato e’ presente in ogni oggetto

05/04/2008 04.00.51
Un libro senza troppo inchiostro

Camillo ha un segreto. Di Ole KönneckeCamillo ha un segreto e’ un libro per bambini fai da te edito da Beisler. C’è la storia, c’è il personaggio principale (Camillo) e mancano i disegni, lasciati alla fantasia e ai pastelli dei bambini. C’è anche uno spazio in copertina per il nome del bimbo, al posto di solito riservato all’illustratore.

L’idea dell’autore, il tedesco Ole Könnecke, e’ quella di lasciare che i bimbi si approprino della storia e pasticcino i libri (chi di noi non lo ha fatto, da piccino?). In ogni pagina c’è la frase a cui ispirarsi e il protagonista intento a fare qualcosa e basta. Carta bianca. Per superare la paura di “rovinare” il libro sulla quarta di copertina si spiega che un disegno che proprio non piace può sempre essere coperto da un nuovo foglio di carta incollato a dovere.

Da un punto di vista ecologico mi piace l’idea di far colorare il libro con i colori preferiti del pupo in questione invece che con inchiostri chimici. Sarebbe anche carino incollare nel libro foglie, piume e altri oggetti collegati alla storia. Ecco, quel che mi piace e’ proprio la fiducia nella capacità di autogestione dei bimbi e le possibilità di divertirsi creativamente con un minimo impatto ambientale.

Ve lo metto in bookcrossing e mi piacerebbe che venisse preso da una scuola materna e colorato da più bambini in round-robin. Sarebbe un buon allenamento per il bookcrossing in tenera età.

04/04/2008 11.00.53
Firmiamo l'appello ai candidati delle elezioni politiche 2008 per la crisi energetica ed ecologica italiana

Elezioni politiche 2008 Le elezioni 2008 si avvicinano e per questo un gruppo di docenti universitari ha pensato di pubblicare un appello da rivolgere ai candidati dei partiti per richiedere un impegno serio per risolvere i problemi energetici dell’Italia. La petizione si articola in tre punti sostanziali sicuramente ben noti ai lettori di Ecoblog:

  1. la transazione graduale (ma inesorabile) dai combustibili fossili alle energie alternative
  2. l’esclusione dell’energia nucleare, per i problemi relativi agli ingenti finanziamenti pubblici necessari e alle scorie
  3. lo sviluppo sostenuto delle energie rinnovabili: eolico, geotermico, idroelettrico e solare

Per firmare è sufficiente inserire nome, cognome ed email per confermare: finora sono state raccolte poco meno di 3000 firme tra quelle dei ricercatori e dei cittadini comuni. Noi di Ecoblog sosteniamo le iniziative della ricerca e della scienza a favore dell’ambiente. Data l’occasione vi segnalo il file .pdf con il testo integrale dell’appello. Incrociamo le dita e speriamo.

04/04/2008 11.00.34
Fà la cosa giusta. Cerca te!

Un momento della passata edizione di Abitare sostenibile, dal punto di vista economico, sociale e ambientale, dall’arredamento ecologico, alla riduzione dei consumi fino alle fonti di energia pulita. Questo il cuore della fiera “Fà la cosa giusta” che si tiene a Milano al Fieramilanocity dall’’11 al 13 aprile.

Dalle cooperative di abitanti al cohousing fino ai condomini solidali, come vivere insieme all’insegna dell’integrazione e della socialità; dalle associazioni ai centri di ricerca, esperienze concrete di progettazione del territorio nell’interesse pubblico, questi gli argomenti declinati in più di 15 aree tematiche: energie rinnovabili, risparmio energetico, bio-edilizia, riuso e riciclo, mobilità sostenibile, pace e partecipazione, finanza etica, turismo responsabile, cooperazione sociale, commercio equo e solidale, software libero e information technology etica, agricoltura biologica e a Km zero, editoria e promozione culturale, eco-prodotti, formazione e comunicazione.

Non solo. C’è la possibilità di essere partecipanti attivi a questa iniziativa in qualità di “volontari”, iscrivendosi al, programma che prevede anche una giornata di formazione il 7 aprile. Dai 15 anni in su, tutti sono bene accetti. E per chi lo richiede e frequenta ancora la scuola c’è la possibilità di vedersi convertire le giornate in crediti formativi.

Ma cosa fa esattamente un volontario? Orienta i visitatori sia che si tratti di scolaresche, privati cittadini o giornalisti, aiuta anche alle casse alle entrate, nella zona ristoro, nelle sale conferenza e in sala stampa. Si tratta di mansioni semplici, alla portata di tutti, ma al tempo stesso fondamentali perché la fiera si svolga nel migliore dei modi.

Durante il turno è importante che ogni volontario svolga il suo incarico con cura. Invece nel corso dei tre giorni di fiera, al di fuori del suo turno, il volontario può entrare e girare liberamente.
Per info scrivere a volontari@falacosagiusta.org

04/04/2008 10.00.10
Promuovere la raccolta differenziata alla Francese

campagna del comune di Parigi per promuovere il riciclo

L’italia, in alcune zone, è alla stregua di un paese del terzo mondo per quanto riguarda il trattamento dell’immondizia.

Nelle ingenti somme stanziate e sperperate per non risolvere il problema a livello operativo, poco o niente è stato destinato in questi ultimi dieci anni per educare i cittadini alla raccolta differenziata.

In molte città (soprattutto del nordeuropa) questo problema lo affrontano molto più seriamente. Avevamo visto il virtuoso caso della contea canadese di Peel, oggi invece parleremo di una campagna pubblicitaria/informativa ideata dal comune di Parigi.
Chiara semplice (a livello elementare) ed intuitiva: l’intento è quello di inculcare nella testa del cittadino (che pensa di avere poco tempo per pensare alla raccolta differenziata) che differenziare i propri rifiuti è più semplice di quel che sembra.

Un esempio virtuoso che forse andrebbe ripreso anche nel nostro incivile paese.

» Clicca sull’immagine per vederla ingrandita…

» Per un maggior approfondimento sulla comunicazione della campagna visitate il post parallelo su designer blog

» Gli altri post della rubrica ecopubblicità

campagna del comune di Parigi per promuovere il riciclo
campagna del comune di Parigi per promuovere il riciclocampagna del comune di Parigi per promuovere il riciclocampagna del comune di Parigi per promuovere il riciclocampagna del comune di Parigi per promuovere il riciclo

04/04/2008 09.48.21
L'attivita solare non provoca cambiamenti climatici

I raggi cosmici non alterano il clima in modo sensibile

Un gruppo di ricerca della Lancaster University ha esaminato la correlazione tra intensità dei raggi cosmici e cambiamenti climatici per controllare la veridicità della teoria che imputava a cause extraterrestri e non umane l’aumento della temperatura media sulla Terra.

La teoria dei raggi cosmici climaleteranti era stata proposta da Henrik Svensmark del DNSC (Danish National Space Center) e spiegava il riscaldamento terrestre con una maggior quota di raggi cosmici in grado di raggiungere la superficie terrestre, in periodi in cui il vento solare non era particolarmente forte (in grado di intercettarli e spazzarli via). Un maggior arrivo di raggi cosmici causa la presenza di più particelle cariche in atmosfera, da cui una maggior copertura di nuvole e conseguente raffrescamento globale.

I cicli di attività solare sono di circa 11 anni e ne sono stati studiati due in località della Terra dove l’arrivo di raggi cosmici e’ maggiore che altrove. In uno di essi vi e’ una minima correlazione tra la nuvolosità e l’attività solare ma il fenomeno potrebbe spiegare, al massimo, solo un quarto delle osservazioni. Nell’altro ciclo non si sono trovate correlazioni di sorta.

Nel rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) si assegnava alla variabile solare un contributo ai cambiamenti climatici pari a un tredicesimo, rispetto al contributo antropico. Queste ricerche confermano il rapporto.

» Testing the proposed causal link between cosmic rays and cloud cover on ERL

04/04/2008 09.40.57
Le aziende della Val Sabbia contro i termosifoni cinesi all'amianto

Val di Sabbia contro i termosifoni all'amianto prodotti dai Cinesi La concorrenza sleale cinese colpisce ancora con prodotti dannosi per la salute: i caloriferi prodotti a Ningbo sono scadenti e a farne le spese è il distretto industriale dei termosifoni pressofusi della Val Sabbia, alle strette per il vistoso calo vendite.

A differenza dei prodotti italiani, i termosifoni cinesi contengono dosi bassissime di alluminio ed il 33% dei campioni raccolti per un’indagine interna ha dimostrato di contenere amianto, ancor più dannoso per la salute e l’ambiente. Non solo: i cinesi, pur di invadere i mercati dell’est europeo dove ci battono sul prezzo, oltre a copiare il modello ricostruendolo con materiali scadenti, sono arrivati a copiare anche il packaging.

I termosifoni Mirado a prima vista sembrano identici ai Pasotti della Val di Sabbia, ma mentre le industrie italiane sono obbligate a rispettare vincoli ambientali e naturalistici per produrli, in Cina le trecento imprese del distretto di Ningbo che stanno invadendo il mercato, sono libere di inquinare tranquillamente sia con il prodotto all’amianto che con l’intera filiera produttiva.

Fortunatamente per le imprese e per noi consumatori, in Italia, i Nas e la Guardia di Finanza, con la sovrintendenza dell’Alto commissario per la lotta alla contraffazione, sono riusciti a sequestrare intere partite di caloriferi all’amianto in esposizione all’ultima fiera di settore a Rho.

Via | Sole24ore
Foto | Zeta

04/04/2008 09.15.39
Stop alla pesca dei salmoni negli USA (forse)

Fermo pesca per i salmoni reali nella costa occidentale degli Stati Uniti

I salmoni del Pacifico ( Salmone reale Oncorhynchus tshawytscha) stanno calando in modo drastico e il governo statunitense sta ponderando la possibilità di sospendere la pesca al salmone per una intera stagione. I pescatori si oppongono, dicendo che questo causerà loro danni per miliardi di dollari.

Ovviamente il fatto che i salmoni spariscano provocherà danni ancora maggiori di un anno di fermo-pesca, ma come ben sapete la possibilità (ragionevolmente documentata) di un problema futuro e’ molto meno motivante della certezza di un danno nell’immediato. I numeri dello scorso anno dovrebbero far riflettere, si e’ già registrata una grave mancanza di salmoni, ma sembra che nessuno voglia smettere di pescare, sia industrialmente che per turismo.

Per darvi la dimensione del problema si e’ calcolato che quest’anno i salmoni che risaliranno i fiumi in cui sono nati per deporvi le uova saranno 56mila. Affinché il business della pesca possa essere economicamente sostenibile, ne servirebbero 122mila.

I pescatori rifiutano anche di prendersi tutte le colpe della situazione. Sostengono che la causa non sia (solo) nello sfruttamento della risorsa al di là delle sue possibilità di rinnovamento, ma (soprattutto) dei cambiamenti climatici che riducono la quantità di cibo disponibile per i pesci, dell’inquinamento dei fiumi (che ammazza o indebolisce i salmoni prima che questi raggiungano i luoghi di riproduzione) e dalle deviazioni per uso agricolo (specie in tempi di scarsità di acqua) che rendono molti tratti non risalibili.

Via | San Francisco Chronicle
Foto | USGS

04/04/2008 06.00.10
Vino: restrogusto al veleno

Vini avvelenati: attenzione alle etichette e al prezzoNei giorni in cui il Vinitaly consacra la bevanda nazionale vettore dell’export agroalimentare “Made in Italy” , louie ci segnala il reportage curato da l’Espresso in edicola questa settimana dove si denuncia la messa in vendita di 40 mila bottiglie di vino avvelenato.

Le aziende coinvolte sono già 20: otto si trovano al Nord, in provincia di Brescia, Cuneo, Alessandria, Bologna, Modena, Verona, Perugia. Il resto invece è sparso tra Puglia e Sicilia. Con i veleni sono state confezionati 70 milioni di litri e messi in vendita nei negozi e nei supermercati come vino a basso costo anche dai marchi più pubblicizzati del settore per un totale di 40 milioni di fiaschi e confezioni di tetrapack d’ogni volume, offerte a un prezzo modestissimo: da 70 centesimi a 2 euro al litro.

Tutto solo per soldi: con questo sistema criminale i produttori riuscivano a risparmiare anche il 90 per cento: una cisterna da 300 ettolitri costava 1.300 euro, un decimo del prezzo normalmente chiesto dai grossisti del vino di bassa qualità. L’istruttoria è nata partendo da uno dei soliti sospetti: una cantina di Veronella che 22 anni fa venne coinvolta dal dramma delle bottiglie al metanolo.

Le indagini scattano nello scorso settembre quando gli agenti del Corpo forestale di Asiago e dell’Ispettorato centrale per il controllo dei prodotti agroalimentari trovano subito una situazione anomala: accanto alle cisterne c’erano taniche piene di acido cloridrico, altre con acido solforico e 60 chili di zucchero. Gli ispettori mettono tutto sotto sequestro e fanno esaminare campioni di vino bianco e rosso per capire cosa contengano. I test condotti nell’Istituto agrario di San Michele all’Adige e nel laboratorio di Conegliano Veneto dell’Ispettorato centrale forniscono lo stesso verdetto choc: in quel liquido di uva ce n’è circa un quinto, il minimo indispensabile per dare un po’ di sapore.

I test sono concordi: tra il 20 e il 40 per cento, non di più. E il resto? Acqua, concimi, fertilizzanti, zucchero, acidi usati per mimetizzare lo zucchero vietato per legge. L’acido cloridrico e l’acido solforico vengono utilizzati per ‘rompere’ la molecola dello zucchero proibito (il saccarosio) e trasformarlo in glucosio e fruttosio, legali e normalmente presenti nell’uva. Un metodo che consente così di sfuggire ai controlli.

Risultato: da una normale analisi non emergerà la contraffazione. I due acidi, assieme alle altre sostanze cancerogene, non uccidono subito, ma lo fanno progressivamente, in modo subdolo. L’acido cloridrico, comunemente chiamato acido muriatico, può provocare profonde ustioni se finisce sulla pelle, se ingerito è devastante.

Non solo. P.A.N -Pesticide Action Network Europe - denuncia la presenza di pesticidi in un campione di 40 vini di cui: 10 vini francesi, 10 vini tedeschi, sette vini austriaci, tre vini italiani, un vino portoghese, un vino sudafricano, un vino australiano, e un vino dal Cile, tre vini biologici dalla Francia e tre dall’Austria.

Per l’Italia sono stati analizzati 3 diverse bottiglie di vino prodotte in Sicilia, Piemonte e Lazio. Il vino laziale è risultato contenere ben 4 residui chimici, mentre nel Doc delle Langhe piemontesi analizzato sono risultati esserci ben 7 diverse sostanze incluse nelle liste nere dei prodotti potenzialmente cancerogeni dell’Organizzazione mondiale della sanità, dell’Ue e negli Usa. A questo punto io spero che qualcuno pubblichi i nomi delle etichette coinvolte, a tutela di noi consumatori.

Foto | Flickr

04/04/2008 05.00.41
The one tree - un albero per amico

The one tree. David Pierce Hughes e Richard PerrotAlla fiera del libro per ragazzi di Bologna sono andata in cerca di novità editoriali che avessero a che fare con l’ambiente e ho trovato questo libricino, della Sea Squirt.

The one tree parla dell’amicizia tra un ragazzo ed un albero, entrambi inizialmente solitari. La loro amicizia durerà una vita, anche se trascorreranno la maggior parte di essa separati. La storia e’ molto dolce, a tratti triste, e parla del ciclo della vita.

La grafica e’ ispirata ai manga, ma nei libri successivi della stessa serie (One see con pinguini e delfini, one tiger e one wind di prossima pubblicazione) l’editore ha preferito usare delle fotografie al posto dei disegni a matita. Insieme al libro l’editore offre un pacchetto didattico per insegnanti con suggerimenti di attività correlate ai temi trattati, schede sugli animali da usare in classe, suoni (per il mare), filmati e immagini. La storia narrata in The one see e’ anche stata adattata per il teatro, con i bimbi nella parte dei pinguini protagonisti.

Il libro (in inglese) sarà disponibile in bookcrossing a partire dalla prossima settimana.

03/04/2008 12.56.47
Incidenti industriali e sicurezza marittima: Italia indisciplinata

commissione europea La Commissione europea continua a bacchettare l’Italia sul fronte ambientale. L’esecutivo Ue ha infatti deferito il nostro Paese alla Corte di Giustizia europea per non aver rispettato fino in fondo la direttiva Seveso II, che impone la predisposizione di piani di emergenza in caso di incidenti degli impianti industriali che trattano sostanze pericolose. Non solo. La Commissione ha anche trasmesso un parere all’Italia per non avere recepito la direttiva 21 del 1995 sulla sicurezza marittima.

Nel primo caso la Commissione lamenta il ritardo del nostro Paese nella presentazione dei piani di emergenza. “Le autorità italiane – ha detto il commissario per l’ambiente Stavros Dimas - devono predisporre piani di emergenza intesi a proteggere i cittadini e l’ambiente dalle conseguenze di gravi incidenti industriali. È assolutamente indispensabile che gli impianti in cui vengono trattati materiali pericolosi dispongano di piani di emergenza in caso di incidenti. Le conseguenze di incidenti di questo tipo vanno evitate con ogni mezzo possibile.”

Più burocratica la seconda inosservanza, quella riguardante la direttiva sulla sicurezza marittima delle navi e la prevenzione dell’inquinamento del mare. In particolare, l’Italia non avrebbe ancora applicato la norma che impone di addebitare i costi delle ispezioni all’armatore o all’operatore della nave.

Non mancano però le buone notizie. L’esecutivo europeo ha infatti deciso di chiudere il procedimento aperto nei confronti dell’Italia nel 2003 sulle zone di protezione speciale. Finalmente abbiamo designato i siti mancanti delle zone di protezione speciale per la tutela di specie di uccelli!

Via | Commissione Europea
Foto | me, paolo and the seven wonders foto

ottimizzato per IE 6.0x e Firefox 1.5.0.x - 1024 x 768
Copyright © 2005-2006 ImpresaSicilia
Dx
Pubblicità
 

 
Indici in tempo reale
Indici di borsa
News di Borsa