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Un imprenditore può
essere indotto a chiudere la propria impresa per diverse ragioni.
Vi sono fattori
indipendenti dalla sua volontà, come un fallimento, che possono ad
esempio costringere un imprenditore a cessare la sua attività.
L’Unione europea incoraggia gli Stati membri ad aiutare gli
imprenditori a prevenire tali situazioni, a porre in atto procedure di
salvataggio e, qualora il fallimento sia inevitabile, ad organizzare
procedure di liquidazione semplici e rapide.
Un imprenditore può
inoltre voler porre termine all’attività della propria impresa per
ragioni personali (pensionamento, cambiamento dell’attività
professionale, malattia, ecc.). Potrà quindi decidere di trasferire o
vendere l’impresa. In caso contrario, l’impresa cessa di esistere in
base alle procedure vigenti a livello nazionale.
Per maggiori informazioni
a livello comunitario, consultare la sezione riguardante il
trasferimento di un’impresa e quella relativa all’insolvenza e al
fallimento.
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