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18/05/2008 07.02.30
Il 20 maggio incontro con l'Enoteca Regionale dell'Emilia Romagna

Altra grande degustazione organizzata dall’A.I.S. di Roma. Questa volta potremo tuffarci nei sapori dell’Emilia Romagna, grazie ai prodotti presentati dall’Enoteca Regionale, che da tre decadi promuove e difende la tradizione enogastronomica “emiliano-romagnola”.

Oltre ad avere la possibilità di constatare gli importanti progressi ottenuti dall’Emilia Romagna in campo vitivinicolo, si potranno assaggiare anche deliziosi prodotti quali Parmigiano Reggiano, Coppia Ferrarese, Salumi Piacentini, Prosciutto di Parma etc.

L’evento si svolgerà il 20 maggio all’Hotel Hilton di Roma, con banchi d’assaggio aperti dalle 15.30 alle 20.00. La degustazione sarà preceduta da una conferenza stampa di presentazione a partire dalle 14.30.
Ingresso gratuito per i soci A.I.S.

Informazioni e contatti qui.


18/05/2008 06.30.46
Le star di Hollywood mangiano italiano… a modo loro

Alle rivisitazioni oltreoceano dei piatti forti della cucina italiana, eseguiti da sedicenti cuochi, internet ci aveva già abituato, ma si sa, quando i palati più o meno fini sono quelli delle star di Hollywood, la curiosità aumenta…

Stando a quanto pubblicato dal periodico americano Metropolitan Post, ci sono alcuni vip che hanno delle abitudini alimentari a dir poco singolari, che hanno a che fare con ricette tradizionali del Belpaese: pare, ad esempio, che Mariah Carey, in questo periodo ai vertici delle classifiche con il nuovo album, ogni mattina a colazione si faccia preparare stringozzi in carbonara di carciofi, tartufo e uova di quaglia (ma i soliti bene informati dichiarano che non si alza mai prima di mezzogiorno, quindi più che una colazione è un brunch). Pare che la pop star li abbia assaggiati la prima volta a Roma al Julian Café e ne sia stata letteralmente conquistata.

Non solo: Madonna, come tutti sanno, vanta origini italiane e pare se ne ricordi soprattutto di notte, quando le viene il languorino e butta giù dal letto i suoi cuochi di fiducia per farsi preparare nientepopodimenoché gli arrosticini di pecora. Michael Jackson, invece, adora il tiramisù, ma, in corrispondenza con le prescrizioni del suo dietologo di fiducia, non lo gusta come dessert, alla fine del pasto, bensì come antipasto, prima di mangiare. Infine, Marilyn Manson durante i suoi tour in Italia pare si sia innamorato del risotto alla milanese che riproduce a casa sua con una variante al peperoncino: cambia il sapore, ma soddisfa il palato.

Foto/ Flickr

 

17/05/2008 09.34.13
Ricette: un primo piatto di stagione

Prima che la torrida estate col suo calore bruciante si porti via tutte le ottime verdure primaverili, vi volevo proporre questo primo piatto gustoso che ha come ingrediente fondamentale i fiori di zucca o fiori di zucchini, comunque li vogliate chiamare, che si vendono a mazzetti e danno allegria con il loro color arancio vivo. Se siete stufi (o troppo cicciottelli) per mangiarli in pastella, modalità che secondo me resta unica per sapore e grado di golosità, leggete quel che segue…

Ingredienti: 250 g di pasta lunga (nella foto sono tagliatelle al profumo di limone, ma non vi preoccupate, è una ricetta molto versatile), un mazzetto di fiori di zucca (circa 6 o 7), 5-6 zucchine romanesche bianche (a seconda della grandezza), 150 g scamorza affumicata, 1 spicchio d’aglio, olio e parmigiano reggiano q.b.

Lavare e mondare le zucchine, pulire i fiori di zucca privandoli del gambo e del picciolo interno e tritare tutte le verdure insieme, in maniera grossolana. Tagliare la scamorza a cubetti. In una padella capiente (dovrà contenere la pasta) scaldare l’olio con lo spicchio d’aglio intero (se per voi il sapore è troppo forte, toglietelo pure appena diventerà dorato) e rosolarvi le verdure, quindi togliete dal fuoco. Scolate la pasta al dente e ripassatela nel condimento a fuoco medio, aggiungendo la scamorza e, se piace, il parmigiano grattugiato. Togliete dal fornello quando la scamorza si sarà sciolta e servite caldo. Buon appetito!

 

17/05/2008 07.05.43

Lunedì 19 degustiamo i grandi vini importati da Sarzi Amadè

Sarzi Amadè è una grande società di distribuzione e importazione. Dal 1966 si è progressivamente trasformata, passando da una rappresentanza di prodotti enologici regionali e nazionali, a una distribuzione dei migliori vini e distillati francesi ed internazionali.

Per imparare a conoscere tutte le aziende che collaborano con la Sarzi Amadè, possiamo partecipare all’imperdibile degustazione organizzata dall’A.I.S. di Roma all’Hotel Crowne Plaza lunedì prossimo con banchi d’assaggio aperti dalle 14.30alle 20.00.

Tutte le migliori zone vitivinicole francesi in degustazione: Bordeaux, Borgogna, Alsazia e poi distillati, Porto, Scotch Whisky.

Sul sito dell’A.I.S. di Roma trovate tutte le informazioni per diventare soci A.I.S. e l’elenco completo delle aziende che parteciperanno all’evento.

Costo d’ingresso:15 euro.

 

16/05/2008 10.46.06

Un ristorante cinese di qualità a Genova: Wo Zen

Wo Zen,

Quando vi dicono ristorante cinese, che cosa immaginate? Ecco, tutto quello che può venirvi in mente non sfiora nemmeno Wo Zen, delizioso localino di Genova.

Questo ristorante, a conduzione familiare (in sala la moglie, in cucina il marito), ha aperto i battenti a dicembre 2005; da quel momento i clienti hanno iniziato a moltiplicarsi ogni giorno di più. Gli interni sono molto sobri ma di grande gusto, decisamente zen: tavoli e sedie in legno scuro di design molto lineare, tovagliette in bambù e bacchette di legno scuro. Non temete, ci sono anche le posate.

I prezzi sono leggermente più alti rispetto agli altri ristoranti del genere, la spesa media è di circa 20 euro; però la qualità della cucina non ha paragoni, almeno per quanto riguarda il capuologo ligure.

Qui si trovano piatti della cucina cinese e di quella thailandese cucinati dalle mani esperte di Hu Zi-Bo. Tra le tante leccornie sono degni di nota l’antipasto zen, il manzo ai cinque colori, il maiale saltato agli aromi e il maiale in agrodolce. Da provare anche una specialità thailandese da poco aggiunta al menù, il salmone al curry rosso in foglia di bambù.

Se per caso passate da Genova fate una puntatina in questo locale, ne vale davvero la pena.

Wo Zen, via Maddaloni 5r, Genova.
Tel: 010 542435.

Foto| Flickr


16/05/2008 08.27.58
Le polpette del pastore

Polpette del PastoreLe polpette del pastore sono un piatto ottimo servito sia come primo che come secondo. Un’ottima alternativa alle solite polpette di carne o ai classici primi piatti di pasta. Si chiamano “del pastore” proprio perché al posto della carne si usa la ricotta.

Ingredienti per 4 persone: 250 gr di ricotta, 1 uovo, 1 cucchiaio di pangrattato (aggiungere in base alla consistenza del preparato), 1 cucchiaio di parmigiano (anche qui aumentare la dose se l’impasto viene troppo morbido e bagnato) e a piacere aggiungere sale, pepe o paprika dolce oppure noce moscata o ancora maggiorana. La preparazione è molto semplice e basta poi cuocere le polpettine ottenute in acqua bollente e salata e con un filo d olio per cinque minuti. Si possono servire con un sugo leggero aromatizzato al basilico, con cui ripassare le polpette per altri cinque minuti in padella prima di portarle a tavola, oppure con un sugo piccante per i palati più esigenti. La menta fresca è un’ottima guarnizione in alternativa al basilico in foglie.

 

16/05/2008 06.30.39
Gelatai come barman? Oggi è di tendenza

Restiamo nell’ambito delle dolcezze e oggi, dopo il miele, parliamo del gelato: uno studio dell’Osservatorio del Sigep, il Salone internazionale del gelato e della pasticceria che si svolge ogni anno a Rimini, ha messo in luce la creatività in aumento dei maestri del gelato, che mescolando sapientemente ingredienti tipici dell’alta pasticceria, stanno sfornando nuovi gusti al ritmo di mille l’anno, proprio come i barman fanno con i cocktail.

Ecco quindi che ci arrivano nel cono o in coppetta il dolcetto mandorlato di gelato o il gelato a base di pinolata siciliana o pastiera napoletana e quant’altro, ma il re indiscusso delle pause estive resta il cioccolato. Massimo del trendy, oggi, è quello speziato, sposato, cioè, con peperoncino, cannella, zenzero o frutta secca e che guarda ormai al superamento del ‘semplice’ cacao alla ricerca di cru sempre più pregiati, provenienti soprattutto da Venezuela e Madagascar.

Gli esperti, però, avvertono: quel che conta è la freschezza degli ingredienti, se si fa un gelato con le introvabili e profumatissime nocciole delle Langhe il risultato è assicurato! Diffidare sempre, invece, dei prodotti fuori stagione, come il gelato alla fragola d’inverno che ha un colore assai poco rassicurante. Ultima curiosità: se il godimento di un bel cono non tramonterà mai, prende sempre più piede il gelato come piacere ‘casalingo’, il consumo da asporto, in vaschetta, ultimamente è infatti cresciuto del 20%.

Foto / Flickr


16/05/2008 04.30.44
Amè l’Amèl, dolce appuntamento

Un nome dolce per il più dolce degli appuntamenti: quello con il festival dei mieli che da oggi a domenica si svolge a Sommariva Bosco, nel cuore del Roero. La cornice in cui si ambienta questa singolare kermesse vale la spesa di poche parole: il territorio del Roero si è guadagnato una certa fama autonoma dalle vicinissime Langhe perché qui il tempo sembra essersi fermato, tanto da risultare immune alla diffusa morìa di api che ha decimato la produzione del miele.

E qui, infatti, hanno sede la prima mieloteca d’Italia (creata da Tonino Strumia) e una strada a tema ma non poteva certo mancare la festa, che oltre a celebrare questo prodotto d’eccellenza dell’emergente food valley (ma ci sarà anche un produttore ungherese) in quanto tale, canterà inni anche a gelati, yogurt, biscotti al miele, mortadella al miele, polli (allevati) al miele, birra al miele e formaggio al miele Amè l’Amel. Che fantasia, starete pensando, ma voi cosa fareste se foste nati in un posto così?

Infine, ma non per ultimo, se siete amanti delle curiosità, faranno al caso vostro il miele prodotto da Carlo d’Inghilterra e il rarissimo Manuka Honey della Nuova Zelanda, miele del benessere dalle proprietà miracolose. Armatevi di fetta biscottata e coltello!

Foto / Flickr

 

16/05/2008 03.43.34
Cucina romana: baccalà in agrodolce

La cucina della capitale non è certo rinomata per i piatti a base di pesce; alcune eccezioni però sono delle vere e proprie delizie per il palato.

Il baccalà in agrodolce è una ricetta antica, che affonda le sue radici nella cucina ebraica, colonna portante della gastronomia romana.

Ingredienti per 4/5 persone: 1kg di baccalà ammollato, spellato e spinato, olio extravergine d’oliva, 1 cipolla tritata, 1 cucchiaio di zucchero, 1 bicchiere di vino bianco, 2 cucchiai d’aceto, mezzo barattolo di pomodori pelati, farina, 1 mela, un pugno di prugne secche denocciolate, uvetta, pinoli, scorza di limone, un pizzico di sale.

Preparazione: lasciare imbiondire la cipolla tritata in un tegame; aggiungere prima lo zucchero e mescolare, poi il vino e l’aceto e lasciar evaporare; aggiungere i pomodori e continuare la cottura a fuoco lento; nel frattempo, in una padella a parte, iniziare la cottura dei pezzi di baccalà infarinati; aggiungere nel primo tegame la mela tagliata a fettine, le prugne e l’uvetta; a questo punto continuate la cottura del baccalà mescolandolo con gli ingredienti del tegame per altri 15 minuti; se necessario, aggiungete un po’ d’acqua; prima di servire arricchite il piatto con i pinoli e la scorza di limone.

Per l’abbinamento abbiamo bisogno di un bianco abbastanza strutturato, ricco di profumi e di acidità per stemperare la tendenza dolce e la grassezza del piatto. Si potrebbe provare con un sauvignon friulano o magari, ancora meglio con un traminer aromatico altoatesino, fresco, profumato e con la giusta alcolicità.

Foto: Flickr

15/05/2008 16.01.39
Grandi vini dolci: Muffato della Sala 2005

Tutti hanno imparato a conoscere Castello della Sala, di proprietà della famiglia Antinori, per il Cervaro, grande bianco da uve Chardonnay e Grechetto, di ispirazione francese.

Da qualche anno però la fama di questo vino è stata quantomeno eguagliata dal Muffato della Sala, un bianco dolce prodotto da un uvaggio di Sauvignon, Grechetto, Traminer e Riesling.

Il 2005 mantiene ancora un fondo paglierino, acceso però da evidenti lampi dorati. Al naso è protagonista l’elegante sentore donato dalla muffa nobile (altrimenti che Muffato sarebbe?), accompagnato però da note di scorza d’arancia candita, albicocca secca e fiori gialli.

Stupendo equilibrio in bocca, con la dolcezza che si accompagna ad un’adeguata acidità. Accattivante corrispondenza gusto-olfattiva, con ritorni agrumati e burrosi.
Abbiniamolo ad una crostata di mele.

In enoteca trovate la bottiglia da mezzo litro intorno ai 30 euro.

Foto: www.cibus-excellence.com

 

15/05/2008 12.31.26
Un menu dovrebbe contenere solo ingredienti di stagione

Gordon Ramsay on BBCParole sante queste dello chef Gordon Ramsay a proposito degli ingredienti di stagione: i ristoranti dovrebbero essere condannati quando servono frutta e verdura che non sia di stagione.

Sul termine condannati, ovviamente, non ci si riferisce a condanne penali! Ma solo a un sentimento dei consumatori che dovrebbero disapprovare simili comportamenti. Anche se lo stesso chef ha parlato con il primo ministro Gordon Brown per rendere illegali le coltivazioni fuori stagione. Lo riporta un articolo della BBC in cui potete vedere anche un micro video (da cui è tratto il fotogramma) con lo stesso chef che dice queste cose.

E come essere contrari? I frutti di stagione sono freschi e anche più saporiti perchè crescono naturalmente con le condizioni climatiche del periodo. Che senso ha vedere a tavola asparagi a dicembre? E le fragole del Kenya a marzo? Meglio prodotti di stagione locali quindi. Ma, saremmo tutti d’accordo?


15/05/2008 10.44.36
Guerrilla Cuisine: quando la cucina diventa avanguardia

cervello C’è chi dice che la cucina è una forma d’arte non ancora ben codificata, c’è chi dice che mai potrà esserlo. E’ certo però che cucina e gastronomia sono anche mezzi per esprimere idee e per portare avanti battaglie; in Italia (e non solo) lo sta dimostrando ogni giorno il movimento Slow Food.

Negli Stati Uniti è invece nato da poco (un paio di anni) un nuovo movimento, una sorta di avanguardia, il Guerrilla Cuisine, che si autodefinisce “movimento per la liberazione del gusto” e che si è sviluppato a San Francisco, negli stessi luoghi in cui sono fiorite le esperienze di ristorazione alternativa promosse delle Pantere Nere.

Da San Francisco il fenomeno si sta diffondendo rapidamente in tutti gli Stati Uniti e da un po’ di tempo si è esteso in alcuni ambienti metropolitani europei, in città come Londra, Parigi, Berlino e Varsavia; e chissà che tra un po’ non appaia anche in Italia.

Di questa avanguardia fanno parte chef di livello, che però vogliono creare in ambienti più tranquilli e meditativi delle chiassose e frenetiche cucine dei grandi ristoranti; anche la clientela è ovviamente consapevole e vuole sottrarsi al caos del ristorante, immergendosi in una atmosfera che è più quella di una residenza privata o di un club letterario.

A questi incontri, infatti, si accede con il passa parola e solo se si è introdotti da un altro membro. Vere e proprie “esperienze”, in cui si realizzano fusioni culinarie di tutti i tipi con una grande attenzione per la provenienza e la tracciabilità delle materie prime utillizate, e si svolgono un po’ come se fossero jam session musicali; molto spesso includono eventi culturali, come letture di poesie, concerti, happening di danza e pittorici.

Il costo è basso, circa 40 dollari, e non hanno scopo di lucro, l’unico movente è quello di incontrarsi e celebrare il gusto del buon vivere. Se questa non è arte…

Foto | Flickr

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