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   Insolvenza e bancarotta (Unione Europea)

In Europa esiste una certa diffidenza nei confronti del fallimento. Per incoraggiare l’attività imprenditoriale, l’Unione europea ritiene sia essenziale cancellare gli effetti negativi associati al fallimento, nonché il discredito che accompagna gli imprenditori che ne sono vittime. L’Unione è infatti dell’avviso che assumere con responsabilità delle iniziative e dei rischi possa essere associato alla possibilità di insuccesso. Il rinnovamento delle imprese costituisce peraltro una fonte di crescita per l’economia.

È quindi necessario agevolare il ciclo naturale del mercato. L’Unione europea, pur raccomandando il salvataggio delle imprese in difficoltà, opera una distinzione essenziale tra imprese senza prospettive e imprese con prospettive di risanamento. Se un’impresa non ha evidentemente futuro, i suoi beni devono essere rapidamente liquidati in modo da immettere nuovamente risorse in imprese sane: una procedura di liquidazione semplice e rapida, ad esempio, consente di salvaguardare il valore delle attività dell’impresa. Le imprese in difficoltà, ma potenzialmente risanabili, dovrebbero invece beneficiare di un tentativo di salvataggio.

Prevenire il fallimento è una priorità – essere coscienti a priori delle eventuali difficoltà finanziarie dell’impresa, individuare tempestivamente le imprese in difficoltà e diffondere sistemi di allarme e di consulenza sono elementi imprescindibili. Indipendentemente dalla situazione, al momento della ricerca delle soluzioni è essenziale tener conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, quali le banche, i fornitori o i lavoratori a rischio occupazione.

L’Unione europea vede nel fallimento una possibilità di apprendimento. In generale gli imprenditori che hanno subito un fallimento traggono un insegnamento dagli errori commessi e possono ottenere migliori risultati in futuro: devono quindi essere incoraggiati ad effettuare un nuovo tentativo. Questo tipo di sostegno non riguarda tuttavia i debitori disonesti, responsabili ad esempio di malversazioni, frodi o comportamenti penalmente rilevanti.

L’insolvenza delle imprese europee operanti a livello transfrontaliero potrebbe ripercuotersi negativamente sul buon funzionamento del mercato interno. L’Unione europea ha quindi approntato il coordinamento delle procedure di insolvenza transfrontaliere al fine di garantirne l’efficienza e l’efficacia. Si tratta, in particolare, di evitare che un’impresa trasferisca i propri beni o i procedimenti giudiziari da uno Stato membro ad un altro nell’intento di migliorare la propria situazione giuridica.

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